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Dr. Sergio Formentelli

Coronavirus: guardiamo bene i numeri.


Le norme anticontagio sono note, a volte incongruenti, ma nel complesso funzionano. I dati sulla pericolosità dell'infezione sono contrastantii. Ma nessuno spiega per bene COME e PERCHE' .

CORONAVIRUS è una famiglia di virus; vi appartengono molti virus innoqui, virus dell'influenza del raffreddore, il virus della SARS-CoV (Severe Acute Respiratory Syndrome CoronaVirus) del 2002-2003, e della MERS-CoV (Middle East Respiratory Syndrome CoronaVirus) dal 2012.

 

La mortalità della SARS è del 10%, quella della MERS del 35%; le varie fonti indicano cifre leggermente diverse.

La SARS è oggi scomparsa, la MERS si ripresenta occasionalmente ancora oggi nel medio oriente.

 

SARS-CoV-2

Il virus SARS-Cov-2 (che provoca la malattia chiamata COVID19) è un parente stretto del primo virus della SARS, si differenzia per l'altissima contagiosità e la bassa letalità.

 

I numeri mondiali e italiani sembrano però dire una cosa diversa.

Vediamoli (fonte: Center for Systems Science and Engineering (CSSE) e Johns Hopkins University (JHU), prendendo ad esempio due stati con comportamenti diversissimi.

 

Dati al 27 marzo 2020 Totale positivi Deceduti Mortalità (%)
Italia 86.498 9.134 10,6
Germania 53.340 395 0,7

 

Ma.... Come è possibile?

Semplice. In Italia si considerano deceduti per COVID-19 tutte le persone decedute CON il virus, mentre in Germania solo le persone decedute A CAUSA del virus.

Questo rende i dati, dal punto di vista scientifico, non paragonabili fra di loro e non paragonabili (almeno in Italia) ad altre epidemie di altri coronavirus come diverse sindromi influenzali stagionali.

Per cui, in mancanza di dati attendibili, si va "a spanne" nella considerazione e nella percezione del pericolo.

Il dato della Germania sembra suggerire una effettiva mortalità della malattia COVID-19 paragonabile a quella di una sindrome influenzale particolarmente violenta, ma non, come avviene guardando i numeri italiani, come una pandemia paragonabile a quella della peste di manzoniana memoria.

 

In questa situazione di incertezza mass media e sciacalli politici senza scrupoli sguazzano cercando di portare acqua al loro mulino elettorale.

 

A complicare ulteriormente la questione il diverso comportamento sanitario delle varie regioni italiane.

Vediamoli (fonte: Protezione Civile), analizzando le quattro regioni più colpite:

 

dati del

27 marzo 2020

Positivi Tamponi Deceduti Positività tamponi (%) Letalità (%)
Lombardia 37.298 95.860 5.402 39,2 14,5
Veneto 7.497 83.627 313 8,9 4,2
Piemonte 7.092 19.705 569 36,0 8,0
Emilia-Romagna 11.588 47.798 1.267 24,2 10,9
ITALIA 86.498 394.079 9.134 21,9 10,6

 

 

Cosa si può dedurre da questi dati?

Lombardia e Veneto hanno adottato procedure differenti: i veneti hanno inseguito le persone contagiate facendo i test a tutti quelli che erano entrati in contatto, fino ad eseguirli a tappeto in alcuni comuni a tutti gli abitanti, i lombardi si sono comportati diversamente, e li eseguono solo a chi mostra sintomi, permettendo ad una massa di inconsapevoli portatori di infettare altre persone, diffondendo il contagio e mandando in crisi il sistema sanitario.

 

Oggi, grazie alle restrizioni sociali, il virus non sta più circolando, e sempre meno persone infette verranno alla luce.

Al costo di deprimere e sfilacciare il tessuto sociale.

Ne è valsa la pena?

Non lo so.

Si poteva fare in modo differente?

Non lo so.

 

A fine anno potremo tirare delle somme.