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Dr. Sergio Formentelli

Dentisti Low Cost = Dentisti Low Quality?


I pericoli delle tariffe troppo, troppo basse

Non siate ingenui.

La pubblicità può essere e falsa e ingannevole.

La concorrenza è volte molto sleale, in particolare quella presente su internet.

Difficile resistere alla voce suadente delle sirene; si può essere portati a credere che si possano avere buone prestazioni odontoiatriche a bassissime tariffe, o come si usa ora dire… a “low cost“.

 

A tariffe troppo basse corrisponde inevitabilmente una qualità infima, e a qualità infima corrispondono inevitabilmente danni mai rilevabili nell’immediato futuro, che però, sempre inevitabilmente lo saranno a distanza di qualche tempo, quando saranno ormai irrimediabili!

 

Peggio ancora per le cure fatte all'estero.
I buoni materiali a norma CE (da non confondere con quelli provenienti dalla “Cina Export”) costano molto.
Rispettare le regole imposte dalle autorità competenti e lavorare rispettando le linee guida imposte ai dentisti costa molto.

NON esistono metodi legali per ridurre le tariffe al di sotto di un limite invalicabile, e se le tariffe sono stracciate….

L’ illegalità è probabile, la qualità infima certa.


 

Per poter ridurre le tariffe occorre:
  • Fare in fretta, fare molto in fretta, accorciando drasticamente i tempi di lavoro, a tutto danno della sicurezza e della qualità della prestazione.
  • Usare materiali a basso o bassissimo costo provenienti da…
  • Far lavorare personale di scarso o scarsissimo livello professionale e non aggiornato, e sottopagarlo, o farlo lavorare in nero o con contratti di precarietà.
  • Far costruire protesi dentarie in laboratori rabberciati che non offrono nessuna garanzia di qualità con materiali scadenti, oppure par costruire le protesi in laboratori esteri con il rischio di utilizzo di materiali vietati in italia e pericolosi per la salute pubblica, come le cronache di questi mesi ci hanno raccontato (dentiere cinesi al piombo, protesi contenenti nichel…)
  • Non istruire adeguatamente i pazienti ad una corretta igiene domiciliare.
  • Non mettere in pratica rigidamente tutti i protocolli per la sicura sterilizzazione dello strumentario.
  • Trascurare le più elementari norme igieniche di disinfezione dei locali, tra un paziente e l’ altro.
  • Non avere autoclavi di classe B, le uniche che possano dare la massima sicurezza contro le infezioni crociate.
  • Non avere lo Studio a norma con la direttiva CE 626/81


Fare del LOW COST, in Italia, è comunque possibile.
 
Se LOW COST significa scegliere la soluzione più equilibrata per un particolare problema, è fattibile.

Se LOW COST significa sviluppare particolari metodiche a bassa tecnologia, è fattibile.

Se LOW COST significa sviluppare tecnologie che permettano delle significative riduzioni di costi, io ci sto.

Se LOW COST significa venire incontro a particolari situazioni di difficoltà sociale, non mi tiro certo indietro.

Se LOW COST significa accettare di guadagnare un pò meno sulle prestazioni più importante per la salute cel cittadino, sono daccordo.

Questo è il LOW COST che sono disposto a praticare.
Un LOW COST serio e ragionato.

 

Questo, ma non altri.