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Dr. Sergio Formentelli

L'amalgama d'argento


Un ragionamento pragmatico intorno all'amalgama dentale e alle sue problematiche. Tante ragioni per dire NO.

L'amalgama è una lega metallica composta da mercurio (per circa il 50%), argento, stagno, zinco e altri metalli in quantità minore.

 

Dei vapori di mercurio sono continuamente rilasciati dalle otturazioni in amalgama, e si accumula nei tessuti.
Il dibattito sulla nocività o l'innocuità è aperto, e vede contrapposte delle fazioni rivali.
Vorrei analizzare la situazione con pragmatismo e disincanto per dare modo al lettore di farsi la sua opinione.

 

Le ragioni di una scelta per dire NO

Ci sono effetti tossici anche per esposizioni piccole ma ripetute nel tempo. Il mercurio è altamente tossico per l'organismo e per l'ambiente; non a caso viene definito, dalle norme vigenti, come "rifiuto tossico-nocivo".
E' poco noto il fatto che i vapori di mercurio sono continuamente rilasciati dalle otturazioni dentarie in amalgama, e che questi vapori si trasferiscono rapidamente dai polmoni al sangue sotto forma di gas, e da qui al cervello e agli altri organi bersaglio.
La presenza di mercurio nei tessuti è correlabile a numerose malattie, fra le quali sclerosi multipla, alzheimer, parkinson, autismo, sensibilità chimica multipla, sindrome da stanchezza cronica. Un problema di salute pubblica di cui la gente comune sa poco.

Già nel 1991 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che il mercurio contenuto nell'amalgama dentale rappresenta la fonte primaria di esposizione a vapori di mercurio in contesti non industriali, esponendo così la popolazione interessata a livelli che superano in modo significativo quelli stabiliti per cibo e aria.

Nel 2005, il documento della OMS Mercury in Health Care, ha precisato che le persone interessate sono esposte ad una media di 3-17 mcg di vapori di mercurio rilasciati dalle amalgame dentali in condizioni normali.
Lo stesso documento afferma inoltre che: "Il mercurio è molto tossico e può essere fatale se inalato o assorbito attraverso la pelle".
A seguito di questo documento, e della pressione di un gruppo di ONG internazionali, la FDA (Food and Drug Administration) statunitense che regolamenta i farmaci e gli ausili terapeutici, è stata costretta a riclassificare l’amalgama dentale (luglio 2009).
L’agenzia statunitense ha fatto scivolare questo materiale dalla Classe I, che indica un “rischio basso”, alla Classe II che indica un “rischio moderato” e prevede controlli speciali oltre a quelli applicati regolarmente a tutti i dispositivi medici.

La FDA raccomanda la presenza di queste indicazioni sull'etichettatura delle amalgame dentali:

  • Attenzione: contiene mercurio
  • Attenzione: può essere pericoloso se si inalano i vapori
  • Precauzione: usare un’adeguata ventilazione
  • Precauzione: conservare in luogo fresco e ventilato
  • Contiene il (....)% di mercurio per peso


In questo modo la FDA ha voluto dare un avvertimento sia ai professionisti, perché facciano uso di un adeguato sistema di ventilazione durante la lavorazione e l’impiego dell’amalgama dentale, sia ai pazienti, affinché ricevano un'adeguata informativa sulle prove scientifiche relative ai benefici e ai rischi dell’amalgama dentale, inclusi quelli legati all'inalazione di vapori di mercurio.

E' un indubbio progresso, ma, a nostro parere, non ancora soddisfacente, in quanto sarebbe opportuno seguire l'esempio di Svezia, Norvegia e Danimarca, che hanno abolito l'uso dell’amalgama per tutelare i propri cittadini, in base al Principio di Precauzione.

dente estratto con otturazione in amalgama, strofinato con una spatolina metallica: i vapori di mercurio sono evidenziati mediante uno speciale schermo fluorescente, e l'amalgama continua a emettere vapori di mercurio anche una volta terminato lo stimolo meccanico

Un'ulteriore problematica consiste nella difficoltosa rilevazione del mercurio e degli altri metalli pesanti nel sangue attraverso i comuni esami ematici: spesso e volentieri sono dati per assenti. Un semplice test di provocazione attraverso la somministrazione di agenti chelanti (EDTA, DMPS, DMSA), ne possono rilevare la presenza in dosaggi impensabili.
La chelazione, ovvero l'eliminazione dei depositi nei tessuti, è una procedura da ritenersi fortemente consigliata a seguito della rimozione protetta degli amalgami dentali.
 
Gli amalgami dentali, inoltre, rappresentano un fattore di di rischio per i nascituri, dato che fino al 60% dell'accumulo tossico del mercurio delle otturazioni può passare al feto durante la gestazione e al neonato con l'allattamento.
Diversi studi associano malattie pediatriche come l'autismo, la sindrome della cosiddetta "morte in culla", la sindrome da deficit dell'attenzione e la sindrome da iperreattività infantile, al contatto con l'amalgama materna.

E' sempre valido lo spot "Chi lo conosce lo evita" e proteggere la nostra salute è un dovere per ogni persona che desidera vivere in modo sano, consapevole e rispettoso della natura che la ospita ma che non è scevra di avversari del nostro benessere come, appunto, il mercurio.


Concludiamo con un ultimo spot: "Mercurio, fuori dai denti!".